Empresas Recuperadas por Trabalhadores no Brasil

Flávio Chedid Henriques, Vanessa Moreira Sígolo, Sandra Rufino, Fernanda Santos Araújo, Vicente Nepomuceno, Mariana Baptista Giroto, Maria Alejandra Paulucci, Thiago Nogueira Rodrigues, Maíra Cavalcanti Rocha e Maurício Sardá de Faria, Empresas Recuperadas por Trabalhadores no Brasil, Rio de Janeiro: Editora Multifoco, 2013, 272 pp. ISBN: 978-85-8273-177-2.

Empresas Recuperadas por Trabalhadores no Brasil raccoglie i risultati di un’ampia ricerca sulle imprese recuperate dai lavoratori (Empresas Recuperadas por Trabalhadores – ERT) in Brasile. Basato su una ricerca collettiva condotta da studiosi di diverse università e gruppi di ricerca, il libro esamina la presa in gestione e la riattivazione da parte dei lavoratori di imprese capitalistiche in fase di chiusura o fallimento, nonché le forme di produzione e gestione collettive che emergono attraverso questo processo.

Una delle caratteristiche importanti dello studio è che, anziché limitarsi a pochi studi di caso, cerca di identificare e mappare le imprese recuperate dai lavoratori in Brasile su scala nazionale. Esaminando i processi attraverso i quali queste imprese sono emerse, i settori in cui operano, le caratteristiche della loro forza lavoro e le modalità con cui la produzione è stata riorganizzata, la ricerca offre un quadro generale delle imprese recuperate in Brasile. Lo studio fornisce così una base empirica per comprendere la portata e le principali caratteristiche del fenomeno delle ERT in Brasile al di là delle singole esperienze.

Una delle questioni centrali affrontate nel libro è la trasformazione dei lavoratori da salariati a proprietari collettivi dei mezzi di produzione e soggetti responsabili della gestione dell’impresa. Questa trasformazione richiede non soltanto un cambiamento dello status giuridico o della struttura proprietaria dell’impresa, ma anche che i lavoratori assumano le funzioni decisionali, di organizzazione della produzione e di gestione dell’impresa precedentemente svolte dai datori di lavoro e dai dirigenti. Il processo di recupero viene quindi analizzato anche come un processo attraverso il quale si sviluppano e vengono messe alla prova le capacità di autogestione dei lavoratori.

La ricerca si concentra inoltre su come l’autogestione trasformi le relazioni di lavoro quotidiane all’interno di queste imprese. Attraverso l’analisi dei meccanismi decisionali, della gestione collettiva, della divisione del lavoro, delle modalità salariali e di distribuzione del reddito e della ripartizione delle responsabilità nel processo produttivo, il libro esplora le nuove forme di organizzazione che emergono dopo la scomparsa del padrone. In questo senso, apre una discussione sul rapporto tra l’adozione della forma cooperativa da parte di un’impresa e lo sviluppo di una gestione operaia realmente democratica e collettiva.

Il recupero, tuttavia, non libera completamente queste imprese dalle condizioni dell’economia capitalistica. Problemi quali l’accesso ai finanziamenti e al credito, l’approvvigionamento delle materie prime, la tecnologia, la capacità produttiva, la commercializzazione e la possibilità di sopravvivere sul mercato continuano a essere rilevanti per le imprese gestite dai lavoratori. Mentre cercano di instaurare relazioni più democratiche e solidali all’interno dell’impresa, i lavoratori devono anche garantirne la sostenibilità economica. Lo studio mette quindi in evidenza sia le potenzialità dell’autogestione operaia sia i vincoli materiali e istituzionali che essa incontra nelle condizioni di mercato.

Sotto questi aspetti, Empresas Recuperadas por Trabalhadores no Brasil costituisce una delle principali fonti empiriche sull’autogestione operaia e sulle imprese recuperate dai lavoratori in Brasile. Integrando con l’esperienza brasiliana l’ampia letteratura sulle imprese recuperate incentrata sull’Argentina, lo studio mostra che il recupero delle imprese da parte dei lavoratori non rappresenta soltanto una risposta alla crisi finalizzata alla salvaguardia dell’occupazione; può anche generare nuove pratiche relative alla proprietà, alla gestione, alle relazioni di lavoro e all’organizzazione democratica della produzione.

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