Tecnologia Sem-Teto: por territórios digitais soberanos

Alexandre Costa Barbosa et al. (a cura di), Tecnologia Sem-Teto: por territórios digitais soberanos, São Paulo: Editora Dandara / Núcleo de Tecnologia do MTST, 2025, 138 pp. ISBN: 978-65-88586-48-8.

Tecnologia Sem-Teto è un’opera collettiva che analizza le esperienze del Movimento dos Trabalhadores Sem-Teto (MTST – Movimento dei Lavoratori Senza Tetto) del Brasile nel campo della tecnologia, il dibattito sulla sovranità digitale e le possibilità di appropriazione collettiva della tecnologia da parte dei movimenti sociali. Partendo dall’esperienza del Núcleo de Tecnologia (Nucleo di Tecnologia) del MTST, il libro considera la tecnologia non come un ambito tecnico esterno alle lotte sociali, ma come parte integrante dei rapporti di classe e della lotta politica. In questo quadro, la questione fondamentale non è l’esistenza della tecnologia in sé, ma chi controlla la tecnologia, per quali scopi e in funzione di quali interessi sociali.

Al centro del libro si trova il concetto di «sovranità digitale popolare» (soberania digital popular). Anziché ridurre la sovranità digitale esclusivamente all’indipendenza tecnologica degli Stati o alla tutela della privacy dei dati individuali, questo approccio la collega alla capacità dei lavoratori e delle comunità di sviluppare collettivamente conoscenze, strumenti e infrastrutture tecnologiche. Contro l’utilizzo di Internet, delle piattaforme, dei dati e dell’intelligenza artificiale esclusivamente nelle forme offerte dalle grandi imprese, il libro sostiene lo sviluppo di tecnologie fondate sui bisogni e sulle esperienze della classe lavoratrice e l’appropriazione sociale del sapere tecnologico.

Questa prospettiva è completata dalla concezione della «funzione sociale della tecnologia» sviluppata nel libro. Il lavoro tecnologico del MTST contrappone a una concezione dell’innovazione centrata sul mercato una pratica di produzione tecnologica collettiva e partecipativa che nasce dai bisogni concreti delle comunità. In questo senso, l’innovazione tecnologica non consiste semplicemente nello sviluppare nuovi prodotti o applicazioni, ma nel creare strumenti capaci di rafforzare l’autonomia e la capacità di auto-organizzazione delle comunità. Il libro interpreta questo approccio come un superamento della tecnologia intesa esclusivamente come strumento di resistenza, rendendola anche parte della costruzione di relazioni sociali alternative.

Il libro sviluppa inoltre questo approccio attraverso le concrete esperienze organizzative del MTST. Mentre i lavoratori del settore tecnologico trovano nel Núcleo uno spazio per l’attività politica collettiva e l’organizzazione, anche i lavoratori di altri settori, come l’edilizia e il lavoro domestico, instaurano un rapporto attivo con le tecnologie, imparando, insegnando e appropriandosene in funzione dei bisogni collettivi. In questo modo, la produzione tecnologica e l’organizzazione di classe non vengono concepite come processi separati, ma come pratiche che si rafforzano reciprocamente; la solidarietà di classe diventa, a sua volta, uno dei principi organizzativi della stessa produzione tecnologica.

Nel corso di dodici capitoli organizzati in cinque parti, l’opera affronta ambiti interconnessi quali tecnologia e lotta di classe, sovranità digitale popolare, funzione sociale della tecnologia, infrastrutture di connettività solidali e comunitarie, educazione tecnologica critica, lavoro dignitoso, dati e diritti digitali. Il libro, pertanto, non costituisce soltanto una ricostruzione delle iniziative tecnologiche del MTST, ma rappresenta anche un tentativo di sviluppare, a partire da queste esperienze, una prospettiva politica più ampia su come le tecnologie digitali possano essere riorganizzate dal basso.

In questo senso, Tecnologia Sem-Teto costituisce una risorsa significativa che estende i dibattiti sul controllo operaio e sull’autogestione all’ambito delle tecnologie e delle infrastrutture digitali. Analogamente alla questione del controllo dei mezzi di produzione nella fabbrica o nel luogo di lavoro, pone la questione di chi controlli il codice, le piattaforme, i dati, le reti e le infrastrutture nel capitalismo digitale. Attraverso l’esperienza del MTST, il libro mostra che il semplice accesso alla tecnologia non è sufficiente; la capacità dei lavoratori e delle comunità di sviluppare collettivamente la tecnologia, orientarne la direzione e utilizzarla in funzione dei propri bisogni sociali è decisiva per la costruzione di un futuro digitale alternativo.

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