Erhan Acar, Çalışma Hayatında Özyönetim Deneyimleri: Kazova Örneği, Istanbul: Sosyal Araştırmalar Vakfı (SAV), 2019, 208 pp. ISBN: 978-605-9816-12-0.
L’opera di Erhan Acar Çalışma Hayatında Özyönetim Deneyimleri: Kazova Örneği è uno studio approfondito sull’autogestione operaia in Turchia attraverso le esperienze storiche e la resistenza della Kazova Tekstil. Partendo dai rapporti di gestione e controllo nelle imprese capitalistiche, il libro analizza i tentativi dei lavoratori di stabilire un controllo collettivo sui mezzi di produzione e sui processi lavorativi attraverso esempi sia storici sia contemporanei. Al centro dello studio si trova la resistenza di Kazova, iniziata nel 2013, il cui percorso viene esaminato dall’occupazione fino alla riorganizzazione della produzione e all’esperienza di autogestione.
La prima parte del libro affronta la questione dell’autogestione nel contesto dei rapporti capitalistici di produzione e dell’organizzazione del processo lavorativo. Oltre ai concetti di alienazione, gestione e controllo, occupazione e autogestione, lo studio esamina i dibattiti che vanno dal socialismo utopico al marxismo, nonché il taylorismo, il fordismo e le trasformazioni nell’organizzazione capitalistica del lavoro. In questo modo, l’autogestione operaia viene collocata non soltanto come una forma organizzativa emersa in determinate imprese, ma come una questione storica sviluppatasi in opposizione alla gestione e al controllo del capitale sul processo produttivo.
La seconda parte colloca Kazova in una continuità storica con le precedenti esperienze di occupazione e autogestione in Turchia. Dopo aver esaminato le occupazioni delle fabbriche Derby e Singer, vengono affrontate le esperienze di autogestione di Alpagut e Yeni Çeltek, mentre le lotte in Turchia vengono messe in relazione con le imprese recuperate dai lavoratori in Argentina e con esperienze analoghe in Brasile e in altri paesi dell’America Latina. Questa trasmissione storica è importante anche per Kazova: il libro sottolinea in particolare l’influenza dell’esperienza di Alpagut sull’orientamento dei lavoratori di Kazova verso l’occupazione e l’autogestione.
La terza parte, che costituisce il nucleo empirico del libro, esamina in dettaglio il processo di organizzazione, resistenza, occupazione e transizione all’autogestione alla Kazova Tekstil. L’impatto delle proteste di Gezi Park sulla resistenza, la formazione della Cooperativa Diren Kazova, l’atteggiamento dei sindacati, il ruolo della stampa e dei social media e le attività culturali e artistiche sviluppate durante la resistenza vengono affrontati come diverse dimensioni di questo processo. Lo studio non limita l’esperienza di Kazova alla prosecuzione della produzione senza padroni, ma richiama anche l’attenzione sul tentativo dei lavoratori di trasformare, insieme ai rapporti di lavoro, la vita quotidiana e culturale.
Acar inoltre non lascia fuori dalla discussione le contraddizioni interne e i limiti dell’autogestione. Il libro esamina come le divergenze emerse tra i lavoratori di Kazova abbiano portato alla divisione dell’esperienza in due organizzazioni: la Cooperativa Diren Kazova e il Collettivo Tessile Özgür Kazova. Nonostante ciò, rileva che in entrambe le organizzazioni è proseguita la ricerca di forme organizzative basate sulla proprietà comune dei mezzi di produzione, sulla responsabilità reciproca tra i lavoratori, sulla gestione democratica e sulla solidarietà. Allo stesso tempo, viene richiamata l’attenzione sul rischio che le pressioni concorrenziali del mercato capitalistico possano spingere le imprese autogestite nuovamente verso la logica dei rapporti capitalistici di produzione.
In questo senso, Çalışma Hayatında Özyönetim Deneyimleri: Kazova Örneği è uno degli studi importanti che stabiliscono un collegamento diretto tra il patrimonio storico del controllo operaio e dell’autogestione in Turchia e un’esperienza contemporanea. Kazova viene analizzata non semplicemente come una resistenza di fabbrica, ma come un tentativo di creare un’alternativa ai rapporti di lavoro capitalistici attraverso l’occupazione, la proprietà comune, la produzione collettiva, la gestione democratica e la solidarietà. Rendendo visibili anche le divisioni interne di Kazova e le pressioni del mercato, il libro consente di valutare non soltanto le possibilità dell’autogestione, ma anche i problemi organizzativi e strutturali che essa si trova ad affrontare.