Libro: Poder Obrero – Immanuel Ness e Dario Azzellini

Immanuel Ness e Dario Azzellini (a cura di), Poder Obrero: Autogestión y control obrero desde la Comuna hasta el presente, La Oveja Roja, 2017, 584 pp. ISBN: 978-84-16227-15-0.

A cura di Immanuel Ness e Dario Azzellini, Poder Obrero: Autogestión y control obrero desde la Comuna hasta el presente affronta, da un’ampia prospettiva storica e geografica, le lotte dei lavoratori per esercitare un controllo diretto sulla produzione e sulla gestione. Pubblicato originariamente nel 2011 con il titolo Ours to Master and to Own: Workers’ Control from the Commune to the Present, il libro analizza le diverse forme storiche del controllo operaio, dei consigli operai e dell’autogestione operaia come una corrente importante e persistente del movimento operaio moderno.

Le esperienze raccolte nel libro mostrano una grande varietà che impedisce di ridurre il controllo operaio a un’unica forma organizzativa o a un determinato periodo storico. Dai consigli operai e dai comitati di fabbrica alle occupazioni delle fabbriche, dalle azioni dirette dei lavoratori alle imprese recuperate e alle diverse forme di autogestione, i casi analizzati mostrano le differenti forme assunte, in contesti diversi, dalla ricerca di un controllo collettivo dei lavoratori sui processi produttivi e sulla gestione dei luoghi di lavoro. Il volume riunisce queste esperienze in sei grandi parti e ventidue studi.

Le prime parti del libro prendono le mosse dai dibattiti storici e teorici sul rapporto tra controllo operaio, rivoluzione e consigli operai, per addentrarsi successivamente nelle esperienze rivoluzionarie dell’inizio del XX secolo. I delegati rivoluzionari di fabbrica in Germania, i comitati di fabbrica della Rivoluzione russa, i consigli di fabbrica di Torino e la democrazia operaia durante la Rivoluzione spagnola del 1936-1937 sono analizzati come differenti esperienze nelle quali i lavoratori crearono organi collettivi di decisione e gestione alternativi alle strutture direttive esistenti.

L’opera, tuttavia, non si limita a questi processi, ma esamina anche le forme assunte dal controllo e dall’autogestione operaia in contesti politici e sociali molto diversi. Le esperienze del socialismo di Stato in Jugoslavia e Polonia; le lotte anticoloniali in Indonesia e Algeria; e i processi di trasformazione politica in Argentina e Portogallo permettono di osservare diverse forme di relazione tra il controllo operaio e questioni quali lo Stato, la rivoluzione, la burocrazia e la proprietà. L’autogestione operaia appare così come una questione che non si limita al rapporto tra lavoratori e datori di lavoro all’interno dell’impresa capitalistica, ma si estende anche ai problemi del potere statale e della gestione burocratica.

Le parti successive spostano la discussione sulla ristrutturazione del capitalismo nel corso del XX secolo e sulle esperienze più recenti di lotta operaia. Dalle occupazioni delle fabbriche in Gran Bretagna e dai consigli di fabbrica e dalle assemblee operaie autonome in Italia alle lotte operaie nel Bengala Occidentale, alle imprese recuperate in Argentina e Brasile e alle esperienze di controllo operaio in Venezuela, i diversi casi mostrano che il controllo operaio non costituisce soltanto una forma di organizzazione appartenente ai periodi rivoluzionari del passato.

Questo panorama storico mette allo stesso tempo in evidenza una differenza fondamentale: non tutte le esperienze esaminate nel libro rappresentano lo stesso modello politico e organizzativo. Un consiglio operaio sorto durante una rivoluzione e un’istituzione di autogestione all’interno del socialismo di Stato, così come un’occupazione di fabbrica e un’impresa recuperata dai suoi lavoratori, si sviluppano in condizioni differenti e affrontano problemi diversi. Uno dei principali contributi dell’opera consiste precisamente nel permettere di pensare insieme, senza ridurle a un unico modello, le differenti forme storiche della ricerca, da parte dei lavoratori, di un controllo collettivo e democratico sulla produzione, sul lavoro e sulla gestione.

In questo senso, Poder Obrero costituisce un’ampia risorsa per comprendere che il controllo e l’autogestione operaia non sono esperienze limitate a determinati momenti rivoluzionari né fenomeni appartenenti esclusivamente al passato. Dalle crisi capitalistiche e dalle trasformazioni rivoluzionarie alle lotte anticoloniali, al socialismo di Stato e alle imprese recuperate del periodo neoliberale, il libro mostra una tradizione di lotta e organizzazione operaia che riemerge in condizioni storiche diverse. La sua ampiezza storica e geografica offre così un terreno particolarmente ricco per riflettere in prospettiva comparata sia sulle possibilità del controllo operaio sia sui limiti che esso incontra in differenti condizioni sociali e politiche.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto