Economia Solidária Digital

Emanuele Rubim e Lucas Milanez, Economia Solidária Digital: Caminhos para potencializar políticas e ações baseadas em cooperação e solidariedade, São Paulo: DigiLabour / Fondazione Rosa Luxemburg / Ministero del Lavoro e dell’Occupazione (SENAES), 2024, 75 pp.

Economia Solidária Digital di Emanuele Rubim e Lucas Milanez è un ampio studio che analizza come l’economia solidale possa essere ripensata nell’era digitale e come possano essere sviluppate alternative digitali collettive, democratiche e autogestite al capitalismo delle piattaforme. Partendo dalle esperienze di economia solidale digitale in Brasile, il libro considera le tecnologie digitali non soltanto come strumenti dell’attività economica, ma come infrastrutture che possono rispondere ai bisogni comuni delle comunità, essere gestite collettivamente e diventare parte della trasformazione sociale. In questo quadro, l’“economia solidale digitale” viene concettualizzata sia come risposta dell’economia solidale alle sfide dell’era digitale sia come costruzione di nuovi beni comuni digitali.

Il libro definisce l’economia solidale digitale come una prospettiva sull’economia digitale fondata sui principi della proprietà collettiva, della governance democratica, dell’autogestione, della cooperazione e della giustizia sociale. Di fronte alla concentrazione delle piattaforme, degli algoritmi e dei dati sotto il controllo delle grandi imprese tecnologiche, sostiene che le tecnologie digitali debbano essere possedute e gestite collettivamente dalle comunità e dai lavoratori. L’economia digitale viene quindi affrontata non semplicemente come una questione di trasformazione delle piattaforme esistenti in cooperative, ma come un campo più ampio di trasformazione nel quale le comunità possono sviluppare collettivamente le proprie infrastrutture digitali, i propri dati e le proprie tecnologie.

Il libro concretizza questo quadro teorico attraverso un ricco insieme di esperienze costituito da cooperative di piattaforma e collettivi tecnologici in Brasile. Iniziative come la cooperativa di corriere in bicicletta Señoritas Courier di São Paulo, il centro tecnologico del MTST, Liga Coop, CaipiraTechLab, Castanhadora ed e-COO vengono esaminate come esempi in cui i lavoratori sviluppano e gestiscono collettivamente le tecnologie. Il libro prende inoltre in esame la cooperativa Drivers’ Seat negli Stati Uniti, la federazione argentina di cooperative tecnologiche FACTTIC e diverse esperienze di cooperativismo digitale in altri paesi, mostrando così la dimensione internazionale dell’economia solidale digitale.

Allo stesso tempo, Rubim e Milanez non presentano l’economia solidale digitale come un modello già pronto e compiuto. Le sfide economiche, organizzative, tecnologiche e giuridiche vengono discusse in dettaglio; la mancanza di finanziamenti, la concorrenza con le grandi imprese tecnologiche, la costruzione di una cultura organizzativa collettiva, l’accesso alle conoscenze tecniche e i limiti della legislazione cooperativa sono indicati tra le principali difficoltà affrontate da queste iniziative. Il libro collega quindi lo sviluppo dell’economia solidale digitale non soltanto alle singole iniziative cooperative, ma a un ecosistema più ampio sostenuto dall’educazione, dalle capacità tecnologiche, dalla costruzione di federazioni e dalle politiche pubbliche.

La sezione finale del libro sposta la discussione verso le politiche pubbliche e la costruzione di futuri digitali alternativi. Le infrastrutture digitali pubbliche, il software libero, il sostegno alle cooperative tecnologiche, le cooperative di dati, l’educazione digitale e i meccanismi di intercooperazione vengono proposti come ambiti fondamentali delle politiche per rafforzare l’economia solidale digitale. Gli autori sottolineano che l’obiettivo non consiste semplicemente nello sviluppare versioni cooperative delle piattaforme capitalistiche esistenti, ma nell’immaginare collettivamente futuri digitali differenti che rispondano ai bisogni delle comunità, rafforzino la sovranità tecnologica e rendano possibili nuove relazioni sociali.

Da questa prospettiva, Economia Solidária Digital costituisce un’importante opera di riferimento che mette in relazione i dibattiti sul capitalismo delle piattaforme, il cooperativismo di piattaforma, i beni comuni digitali e l’autogestione sociale. Per i dibattiti sul controllo operaio e sull’autogestione, il libro è particolarmente significativo perché pone in primo piano non soltanto il controllo dei lavoratori sui processi lavorativi, ma anche il loro controllo democratico collettivo sui dati, sugli algoritmi e sulle infrastrutture digitali. Considerando le tecnologie digitali come un terreno di lotte sociali, solidarietà e organizzazione collettiva, il libro apre alla discussione l’economia solidale digitale come orizzonte sociale e tecnologico alternativo al capitalismo delle piattaforme.

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