Libro: Alternative Work Organizations – Maurizio Atzeni (a cura di)

Maurizio Atzeni (a cura di), Alternative Work Organizations, Basingstoke: Palgrave Macmillan, 2012, 207 pp. ISBN: 978-0-230-24140-4 (copertina rigida); 978-1-137-02904-1 (eBook).

A cura di Maurizio Atzeni, Alternative Work Organizations è un’opera collettiva che analizza sul piano teorico ed empirico il controllo operaio, l’autogestione, il cooperativismo e le forme democratiche di organizzazione del lavoro che emergono come alternative all’organizzazione gerarchica e incentrata sulla direzione propria del luogo di lavoro capitalistico. Il punto di partenza del libro è una critica alla diffusa convinzione secondo cui la concentrazione del potere decisionale nelle mani dei dirigenti sarebbe naturale e inevitabile. Atzeni sottolinea come la storia del movimento operaio sia ricca di esperienze che hanno ripetutamente messo in discussione tali presupposti relativi alla proprietà, alla gestione, al lavoro salariato e all’organizzazione del lavoro.

Nel libro, il controllo operaio e l’autogestione sono considerati concetti fondamentali per comprendere le organizzazioni alternative del lavoro. Per Atzeni, il controllo operaio si riferisce al potere democratico dei lavoratori di prendere decisioni sulla produzione e sulla gestione e, in questo senso, contrappone alla struttura autoritaria e gerarchica del luogo di lavoro capitalistico i principi dell’autonomia operaia, della solidarietà, dell’uguaglianza e della democrazia diretta. Allo stesso tempo, il libro non riduce il controllo operaio a un unico modello, ma mostra come esso abbia assunto storicamente significati e forme differenti, dai consigli operai rivoluzionari e dalle cooperative di produttori alle strategie sindacali di controllo e alle diverse forme di partecipazione dei lavoratori.

I capitoli dell’opera esaminano in prospettiva comparata diverse esperienze storiche e geografiche. Le occupazioni di fabbrica e le iniziative di produzione alternativa nella Gran Bretagna degli anni Settanta, la miniera Tower Colliery nel Galles meridionale di proprietà dei lavoratori, le cooperative di Mondragón, le cooperative di produttori in Venezuela, le imprese recuperate dai lavoratori in Argentina, le cooperative in India e i gruppi di auto-aiuto a Nairobi costituiscono i principali ambiti di studio del libro. Le organizzazioni alternative del lavoro vengono così analizzate in differenti contesti politici, istituzionali e sociali, senza essere limitate esclusivamente alla forma cooperativa.

Una delle tensioni centrali esplorate nel libro riguarda il rapporto tra il controllo democratico instaurato dai lavoratori all’interno del luogo di lavoro e le pressioni esterne del mercato capitalistico. Sebbene le imprese autogestite possano prendere decisioni collettive e democratiche sulla produzione, esse continuano a confrontarsi con condizioni di mercato sulle quali dispongono di un controllo limitato, come i clienti, i prezzi, il credito, le materie prime, la concorrenza e i tempi di consegna. Atzeni osserva che tali pressioni possono condurre nel tempo alla centralizzazione dei processi decisionali, alla delega dell’autorità, a un nuovo irrigidimento della divisione del lavoro e all’erosione delle pratiche egualitarie. Per questo motivo, il dibattito sulla “degenerazione” delle cooperative e delle imprese autogestite all’interno del capitalismo costituisce uno degli assi importanti del libro.

Tuttavia, Alternative Work Organizations non considera questi limiti come una dimostrazione dell’impossibilità o dell’irrilevanza del controllo operaio. Nel caso delle imprese autogestite in Argentina, per esempio, vengono evidenziate trasformazioni concrete quali l’eliminazione delle posizioni manageriali e di supervisione, il decentramento dei processi decisionali e il rafforzamento della cooperazione e della responsabilità condivisa al posto dei rapporti di comando e controllo. Il caso della Tower Colliery mostra inoltre che, nonostante le pressioni commerciali e tecniche, è stato possibile mantenere per un periodo prolungato elevati livelli di organizzazione democratica e di controllo collettivo.

In questo senso, Alternative Work Organizations è una fonte importante che esamina congiuntamente sia le possibilità trasformative del controllo operaio e dell’autogestione sia i limiti imposti loro dal mercato capitalistico, dallo Stato e dall’ambiente istituzionale. Anziché presentare le organizzazioni alternative del lavoro come modelli ideali, l’opera è particolarmente preziosa perché mostra le lotte sociali dalle quali esse emergono, il modo in cui si trasformano nel loro funzionamento quotidiano e le condizioni materiali e istituzionali con cui devono confrontarsi per riuscire a mantenere le proprie pratiche democratiche.

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