{"id":2366,"date":"2026-09-18T08:53:24","date_gmt":"2026-09-18T08:53:24","guid":{"rendered":"https:\/\/iscidenetimi.net\/?p=2366"},"modified":"2026-09-18T08:53:25","modified_gmt":"2026-09-18T08:53:25","slug":"tecnociencia-solidaria-4","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/iscidenetimi.net\/?p=2366&lang=it","title":{"rendered":"Tecnoci\u00eancia Solid\u00e1ria"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Renato Dagnino, <em>Tecnoci\u00eancia Solid\u00e1ria: um manual estrat\u00e9gico<\/em>, Mar\u00edlia: Lutas Anticapital, 2019, 161 pp. ISBN: 978-85-53104-36-9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il libro di Renato Dagnino, <em>Tecnoci\u00eancia Solid\u00e1ria: um manual estrat\u00e9gico<\/em>, esamina <strong>la relazione tra economia solidale, autogestione, scienza e tecnologia<\/strong>, interrogandosi sulla necessit\u00e0, per un modo di produzione distinto dai rapporti di produzione capitalistici, di una propria infrastruttura di conoscenza e tecnologia. Secondo Dagnino, lo sviluppo di un\u2019economia solidale basata sulla propriet\u00e0 collettiva dei mezzi di produzione e sull\u2019autogestione richiede non soltanto cambiamenti nelle strutture proprietarie e gestionali delle imprese, ma anche un ripensamento delle conoscenze e delle tecnologie utilizzate nella produzione alla luce di differenti relazioni sociali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al centro del libro si trova il concetto di <strong>\u00abTecnoscienza Solidale\u00bb (Tecnoci\u00eancia Solid\u00e1ria)<\/strong>, fondato sulla critica dell\u2019idea secondo cui la scienza e la tecnologia sarebbero strumenti neutrali e indipendenti dalle relazioni sociali. Dagnino sostiene che la tecnoscienza capitalistica sia plasmata dagli interessi e dai valori degli attori che controllano il processo produttivo, mettendo al contempo in discussione la tradizionale separazione tra scienza e tecnologia. Egli collega lo sviluppo storico della produzione capitalistica alla progressiva separazione del sapere produttivo dai produttori diretti e alla sua concentrazione nelle mani di coloro che controllano il processo produttivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dagnino definisce la Tecnoscienza Solidale in connessione diretta con <strong>il controllo autogestionario esercitato dal collettivo dei produttori sul processo lavorativo<\/strong>. All\u2019interno di relazioni sociali fondate sulla propriet\u00e0 collettiva dei mezzi di produzione e sulla cooperazione, i produttori controllano il processo produttivo attraverso una cooperazione volontaria e partecipativa, decidendo al tempo stesso collettivamente come utilizzare il surplus materiale risultante. La questione tecnologica non riguarda quindi soltanto quali strumenti vengano utilizzati, ma anche <strong>chi produce il sapere relativo alla produzione, chi controlla il processo lavorativo e chi prende le decisioni tecnologiche<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo approccio porta inoltre Dagnino a prendere le distanze dal pi\u00f9 diffuso concetto di <strong>\u00abTecnologia Sociale\u00bb (Tecnologia Social)<\/strong>. A suo giudizio, l\u2019esistenza di tecnologie a basso costo, facilmente applicabili e finalizzate ad affrontare problemi sociali non \u00e8 di per s\u00e9 sufficiente a costituire un paradigma tecnologico alternativo. Ponendo al centro le relazioni sociali all\u2019interno delle quali viene prodotta la tecnologia e il controllo esercitato dai produttori su questo processo, la Tecnoscienza Solidale viene sviluppata come un approccio pi\u00f9 ampio, volto alla costruzione di una \u00abpiattaforma cognitiva\u00bb propria dell\u2019economia solidale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il libro, pertanto, non si limita a una critica teorica della tecnologia. Nelle sue tre sezioni sviluppa dapprima <strong>il quadro analitico e concettuale della Tecnoscienza Solidale<\/strong>, affronta poi gli strumenti metodologici e operativi per un\u2019\u00abingegneria oltre il capitale\u00bb e, infine, esamina le lotte politiche e le politiche pubbliche richieste da questo approccio. Tra le proposte strategiche del libro figurano il riorientamento della produzione di conoscenza nelle universit\u00e0 e negli istituti pubblici di ricerca verso le esigenze dell\u2019economia solidale e lo sviluppo delle necessarie conoscenze tecnoscientifiche insieme a coloro che lavorano nelle iniziative dell\u2019economia solidale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sotto questi aspetti, <em>Tecnoci\u00eancia Solid\u00e1ria<\/em> costituisce una risorsa importante che <strong>estende la discussione sul controllo operaio e sull\u2019autogestione alla questione del controllo sul sapere produttivo e sulla tecnologia<\/strong>. Anzich\u00e9 considerare la propriet\u00e0 collettiva dei mezzi di produzione separatamente dalla trasformazione tecnologica, il libro si concentra sulla relazione tra il controllo dei produttori sul processo lavorativo e la produzione di conoscenza e tecnologia. Permette cos\u00ec di comprendere l\u2019economia solidale non semplicemente come un modello alternativo di propriet\u00e0 e organizzazione dell\u2019impresa, ma come <strong>un ambito nel quale vengono ridefiniti non soltanto il modo in cui \u00e8 organizzata la produzione, ma anche quali conoscenze e tecnologie vengono sviluppate, da chi e per quali finalit\u00e0 sociali<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Renato Dagnino, Tecnoci\u00eancia Solid\u00e1ria: um manual estrat\u00e9gico, Mar\u00edlia: Lutas Anticapital, 2019, 161 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