{"id":2180,"date":"2026-09-16T08:23:05","date_gmt":"2026-09-16T08:23:05","guid":{"rendered":"https:\/\/iscidenetimi.net\/?p=2180"},"modified":"2026-09-16T08:23:06","modified_gmt":"2026-09-16T08:23:06","slug":"the-occupation-of-the-factories-italy-1920-4","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/iscidenetimi.net\/?p=2180&lang=it","title":{"rendered":"The Occupation of the Factories: Italy 1920"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Paolo Spriano, <em>The Occupation of the Factories: Italy 1920<\/em>, trad. A. M. Elliott, Londra: Pluto Press, 1975.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>The Occupation of the Factories: Italy 1920<\/em> \u00e8 un classico studio storico che analizza in dettaglio <strong>le occupazioni delle fabbriche del settembre 1920, uno dei momenti culminanti del Biennio Rosso (1919\u20131920) in Italia.<\/strong> Paolo Spriano ricostruisce come la lotta dei lavoratori metalmeccanici, iniziata intorno alle rivendicazioni salariali e alle condizioni di lavoro, si trasform\u00f2, di fronte ai tentativi padronali di ricorrere alla serrata, in un\u2019occupazione di massa delle fabbriche; come le occupazioni si estesero da Torino e Milano a numerosi centri industriali del paese e come si trasformarono in un grande movimento sociale che coinvolse centinaia di migliaia di lavoratori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019aspetto pi\u00f9 importante dello studio per la storia del controllo operaio \u00e8 che <strong>esamina le occupazioni delle fabbriche non semplicemente come una forma di protesta in cui la produzione veniva interrotta, ma come un\u2019esperienza nella quale i lavoratori iniziarono a proseguire la produzione sotto il proprio controllo.<\/strong> Nelle fabbriche occupate, i lavoratori assunsero compiti quali la sorveglianza degli ingressi, l\u2019organizzazione dei materiali e degli approvvigionamenti, la costituzione di commissioni operaie e la prosecuzione della produzione. In particolare, negli stabilimenti FIAT di Torino, i consigli di fabbrica e le commissioni interne svolsero un ruolo centrale nell\u2019organizzazione della produzione, trasformando cos\u00ec l\u2019occupazione in un processo nel quale venne messa alla prova la capacit\u00e0 dei lavoratori di gestire concretamente la fabbrica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Spriano esamina questa esperienza insieme <strong>al movimento dei consigli di fabbrica sviluppatosi nel dopoguerra e ai dibattiti sul potere operaio legati ad Antonio Gramsci e<\/strong> <em><strong>L\u2019Ordine Nuovo<\/strong><\/em>. Una delle questioni centrali del libro riguarda il modo in cui i consigli di fabbrica si distinguevano dall\u2019organizzazione sindacale tradizionale, gli atteggiamenti di organizzazioni sindacali come la FIOM e la CGL nei confronti del movimento consiliare e la tensione tra l\u2019organizzazione diretta dei lavoratori sul luogo di lavoro e l\u2019autorit\u00e0 delle strutture sindacali. Le occupazioni del 1920 emergono cos\u00ec non solo come un conflitto tra imprenditori e lavoratori, ma anche come <strong>una lotta all\u2019interno del movimento operaio tra diverse forme di rappresentanza sindacale, controllo operaio diretto e gestione operaia.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il libro esamina inoltre i limiti della gestione operaia di fatto emersa nelle fabbriche occupate. Sebbene i lavoratori fossero in grado di mantenere la produzione, <strong>i problemi relativi alle materie prime, al finanziamento, ai trasporti, alla distribuzione e al coordinamento economico tra le fabbriche<\/strong> dimostrarono che la gestione operaia instaurata nelle singole imprese non poteva essere indipendente dalla pi\u00f9 ampia struttura economica e politica. Dal punto di vista di Gramsci e del gruppo de <em>L\u2019Ordine Nuovo<\/em>, la gestione delle fabbriche da parte dei lavoratori poteva quindi assumere un carattere duraturo soltanto se il movimento si fosse esteso oltre le fabbriche, collegandosi a una pi\u00f9 ampia trasformazione politica e sociale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un altro asse fondamentale dell\u2019analisi di Spriano \u00e8 <strong>la politica di \u201cnon intervento\u201d del governo di Giovanni Giolitti e il modo in cui le occupazioni giunsero alla loro conclusione.<\/strong> Ritenendo che lo sgombero militare di centinaia di fabbriche occupate potesse provocare uno scontro su vasta scala, il governo evit\u00f2 un intervento diretto e lasci\u00f2 la soluzione del conflitto alla negoziazione tra sindacati e imprenditori. Con la conclusione delle occupazioni delle fabbriche, venne prospettata l\u2019istituzionalizzazione di determinate forme di controllo operaio; emerse cos\u00ec un\u2019importante distinzione tra la gestione operaia di fatto prodotta dal movimento e una forma pi\u00f9 limitata e negoziata di <strong>\u201ccontrollo operaio\u201d (<em>workers\u2019 control<\/em>).<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>The Occupation of the Factories<\/em> costituisce pertanto <strong>una fonte fondamentale per comprendere, attraverso un\u2019esperienza storica concreta, le relazioni tra occupazione delle fabbriche, consigli di fabbrica, controllo operaio e autogestione operaia.<\/strong> Spriano non interpreta il movimento del 1920 n\u00e9 come l\u2019inizio di una rivoluzione inevitabile n\u00e9 semplicemente come una lotta sindacale fallita; esaminando congiuntamente le divisioni politiche e organizzative all\u2019interno del movimento operaio, la strategia dello Stato e la posizione degli imprenditori, si interroga sulla possibilit\u00e0 che quel periodo abbia realmente costituito un\u2019\u201coccasione rivoluzionaria mancata\u201d. Le ampie appendici del libro, che comprendono documenti dello Stato, dei sindacati e degli imprenditori, rendono inoltre l\u2019opera un importante punto di riferimento sia per lo studio della storia delle occupazioni delle fabbriche italiane del 1920 sia per l\u2019analisi <strong>delle possibilit\u00e0 e dei limiti dei tentativi dei lavoratori di stabilire un controllo diretto sulla produzione.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Paolo Spriano, The Occupation of the Factories: Italy 1920, trad. A. M. 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