Libro: Topraksızlar – Metin Yeğin

Metin Yeğin, Topraksızlar: Brezilya’da Topraksız Köylü Hareketi: MST, Istanbul: İletişim Yayınları, 2004, 221 pp. ISBN: 978-975-05-0202-6.

Il libro di Metin Yeğin, Topraksızlar, è un’opera che racconta sul campo le esperienze di lotta, produzione collettiva e organizzazione sociale sviluppate dal Movimento dei Lavoratori Rurali Senza Terra del Brasile (MST) attorno alle occupazioni delle terre. Basato sulle osservazioni e sulle interviste realizzate da Yeğin in Brasile, il libro è stato concepito come un «libro-film» insieme all’omonimo documentario. L’opera si apre con una prefazione di James Petras e un testo di Monica Dias Martins che collocano il MST nel suo contesto storico e politico, per poi passare al racconto diretto sul campo di Yeğin. Al centro del libro non vi è soltanto la rivendicazione della terra, ma il modo in cui viene organizzata una vita sociale alternativa nelle terre occupate, dall’agricoltura collettiva e dall’educazione fino alla solidarietà e ai servizi sanitari.

La concezione della lotta del MST prende forma nel libro attraverso il principio di «Occupare, Resistere, Produrre». L’occupazione organizzata di grandi estensioni di terra inutilizzate o insufficientemente utilizzate, la difesa di queste occupazioni e la successiva organizzazione della produzione costituiscono pratiche fondamentali del movimento. Per il MST, tuttavia, la riforma agraria non consiste semplicemente nella redistribuzione della proprietà. L’accesso alla terra viene affrontato insieme a esigenze quali il credito, l’abitazione, l’educazione, la sanità e il sostegno tecnico, nonché alla più ampia riorganizzazione della produzione e delle relazioni sociali. L’occupazione diventa così non soltanto uno strumento per rivendicare un diritto, ma il punto di partenza di nuove forme di organizzazione collettiva.

Uno degli aspetti del libro particolarmente importanti per il sito İşçi Denetimi è il modo in cui rende visibili le pratiche quotidiane di produzione collettiva, cooperativismo e autogestione negli insediamenti del MST. Yeğin mostra, attraverso esempi tratti dal campo, come viene organizzata la produzione nei diversi insediamenti, come possano coesistere forme individuali e collettive di lavoro, come funzionino le cooperative e come vengano prese le decisioni relative alla produzione, agli investimenti, al credito e alle necessità tecniche. Nell’esperienza del MST, l’organizzazione economica non viene concepita separatamente dai processi democratici di decisione: le organizzazioni locali, le assemblee di massa e le discussioni collettive occupano un ruolo centrale nel funzionamento del movimento.

Un’altra dimensione importante di questa organizzazione è l’educazione e lo sviluppo delle capacità collettive. Il MST considera l’educazione politica e sociale un elemento fondamentale per la continuità del movimento e sviluppa diverse forme di educazione, dalla formazione dei quadri locali e dalle scuole fino ai seminari e ai programmi realizzati in collaborazione con le università. Nel libro, l’educazione non appare semplicemente come trasmissione di conoscenze, ma come parte di un processo attraverso il quale le persone diventano soggetti capaci di organizzare le proprie vite e le proprie lotte. In questo senso, l’esperienza del MST mostra anche che l’autogestione non è soltanto un modello economico di gestione, ma una pratica sociale che viene appresa e riprodotta collettivamente.

Topraksızlar non presenta inoltre questa esperienza unicamente come una storia di successo idealizzata; nel racconto di Yeğin trovano spazio anche le tensioni legate al funzionamento delle cooperative, le possibili differenziazioni generate dalle responsabilità amministrative, le relazioni di mercato e i problemi organizzativi interni al movimento. La costruzione della produzione collettiva comporta quindi problemi economici, politici e organizzativi che non possono essere risolti semplicemente attraverso l’accesso alla terra. Un tratto distintivo dell’esperienza del MST è il tentativo di affrontare questi problemi non soltanto a livello dei singoli insediamenti, ma all’interno di un più ampio movimento sociale e di una rete di solidarietà.

Da questa prospettiva, Topraksızlar costituisce un’importante fonte in lingua turca che affronta l’autogestione, la produzione collettiva, il cooperativismo, la solidarietà e le pratiche democratiche di decisione attraverso l’esperienza quotidiana di un movimento sociale. Sebbene al centro del libro vi sia la lotta per la terra, anziché la fabbrica e il rapporto di lavoro salariato, il tentativo del MST di riorganizzare collettivamente la produzione e la vita sociale dopo l’occupazione permette di pensare il controllo operaio e l’autogestione all’interno di un quadro sociale più ampio. Il libro offre quindi un racconto sul campo di un’importante esperienza di ricerca di un controllo collettivo e democratico sulle condizioni della produzione e della vita, che va ben oltre la semplice occupazione della terra.

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